Piani di inserimento professionale
E’ uno strumento per agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro consentendo di svolgere un’esperienza di lavoro e formazione in azienda. Si tratta di un tipo di tirocinio in azienda che si pone lo scopo di agevolare le scelte professionali e fornire una formazione professionale aggiuntiva. Analogamente alle altre forme di tirocinio, anche nel caso dei piani di inserimento professionale (PIP) non si instaura un rapporto di lavoro subordinato, pertanto il beneficiario non perde l’iscrizione nelle liste di collocamento.
Beneficiari: giovani tra i 19 e i 32 anni d’età e fino a 35 anni per i disoccupati di lunga durata.
I PIP sono predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali d’intesa con le Regioni interessate. I progetti vengono redatti dalle associazioni dei datori di lavoro sulla base delle convenzioni predisposte dalle Agenzie per l’Impiego.
I PIP sono attivati nelle aree svantaggiate degli Obiettivi 1 e 2, nelle Regioni con forte squilibrio tra domanda e offerta di lavoro e dalle imprese del settore industriale operanti in Regioni diverse da quelle degli Obiettivi 1 e 2, purché siano stipulate apposite intese (patti di gemellaggio) con le associazioni e gli enti locali.
Durata: l’attività non può essere svolta per un periodo superiore a 12 mesi (art.15, L. n. 451/94), nei limiti dell’orario contrattuale e/o aziendale, considerando che la partecipazione del giovane non può superare le 80 ore mensili ovvero 960 ore annuali.
Retribuzione: ai giovani deve essere corrisposta un’indennità pari a 38,73 Euro (pari a Lire 7.500) per ogni ora di attività svolta. Nel caso di PIP con gemellaggio viene corrisposta un’ulteriore indennità di 413,17 Euro (pari a Lire 800.000) a titolo di rimborso spese a carico del Fondo per l’Occupazione e un’indennità di 103,29 Euro (pari a Lire 200.000) a carico dell’impresa. Riferimenti normativi: art.15 Legge 451/94; art.1, co.6 Legge 52/98; art.78 Legge 388/00.
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